
Dall' Eurostar Firenze-Milano, 31 Agosto 2004
Vedendo il crocchio di cinesi e giapponesi seduti a ripararsi dal sole sui gradini di Palazzo Vecchio, ho pensato che Tiziano, da lassù, si stesse facendo una bella, tonante risata di quelle che i suoi amici conoscevano bene... Ora che aveva lasciato qui il suo corpo, dopo trent'anni di ricerca dell'Asia, l'Asia era arrivata da lui, a pochi passi dalla sua casa di Bellosguardo a visitare quella Firenze "bottegaia" che lui portava sempre nel cuore e della quale non accettava gli aspetti "globalizzanti" che riteneva la involgarissero.
C'erano tutti ieri: la famiglia, gli amici, il vecchissimo insegnante di Tiziano che non è mai mancato nei suoi incontri di Firenze, l'amico-fotografo Cottinelli, conoscenti dell'Orsigna e poi politici, librai e lettori sconosciuti. Alcuni venuti da Firenze, i più lontani arrivati da Parigi, tutti venuti a ricordare una delle più grandi personalità del giornalismo italiano ed europeo.
Me lo immaginavo ancora Tiziano, nella sala del cinquecento, fare le boccacce durante gli interventi istituzionali ed ascoltare invece commosso Folco che lo rappresentava leggendo le sue ultime parole. Tiziano era così: un toscanaccio burlone che si faceva beffa del potere costituito, a Firenze come in Cina, quando seminava gli "accompagnatori" che il partito gli metteva alle calcagna. Era una bella persona, con moltissimo da raccontare e con una fiamma di curiosità che gli bruciava dentro e che lo ha accompagnato sino all'ultimo.
Folco ci ha raccontato che nell'ultimo periodo Tiziano stava sotto un' albero, all' Orsigna, guardando i monti del suo Himalaya italiano e ripetendo quanto fosse meravigliosa la natura e quanto egli si sentisse ora parte del "tutto". Tiziano è andato via serenamente e ci ha lasciati orfani di un amico che ci ha condotto per mano per i sentieri di quell'Asia di cui ci ha raccontato miserie, tormenti e gioie.
Il "giro di giostra" è finito, Tiziano è sceso dal cavallo bianco, salito oltre l'Himalaya e ci ha lasciati con una bugia: "Un altro giro di giostra" non è il suo ultimo libro. Folco ci ha parlato di un libro sul "Grande Viaggio", un libro-dialogo tra padre e figlio, fatto di parole ed immagini. La bugia di Tiziano ci farà sopportare meglio la mancanza dell'amico, del padre e del marito, del compagno di viaggio, di quell'allegro burbero che si concedeva agli incontri pubblici all'Orsigna dissertando di poesia e poi si rintanava sulle montagne per allontanarsi dai desideri.
Ci mancherà la cultura, il coraggio, la correttezza del giornalista "di altri tempi", che le notizie le andava a verificare sul posto e non se ne stava rintanato dietro gli schermi di un computer a leggere le news "globalizzate". Ci mancheranno i suoi racconti di viaggio e le accanite discussioni con la "innominabile concittadina" con la quale aveva condiviso prima il mestiere di corrispondente di guerra e poi la malattia che li aveva portati su binari divergenti: verso il mistico l'uno, verso la rabbia l'altra.
Ci mancherà la bella persona alla quale tutti voi, ieri virtualmente con me, avete reso omaggio ed alla quale eravate affezionati. Ci mancherai Tiziano. Le nostre lacrime si sciolgono nella tua risata.
massimo - max@tizianoterzani.com
Roberta erreemme@fastwebnet.it
(23-06-2004)
Un libro che fa sognare, viaggiare ma sopratutto pensare. E di
questi tempi non è pregio da sottovalutare. Interrogarsi
sui rapporti fra oriente e occidente, fra "razionalità"
e "superstizione" ma anche sui rapporti fra la malattia
e la cura, vicende spiacevoli che prima o poi dovremo affrontare.
ANCORA E SEMPRE GRAZIE TIZIANO
Barbara (18-06-2004)
Non sono riuscita a staccarmi da questo libro, mi ha accompagnata
ovunque, dalla prima all'ultima riga. Tiziano, grazie. Grazie
perchè hai scritto questo libro non per Te (anche se giustamente
il dubbio è bene che ti accompagni), ma per Quello, per
il Bhagavan, alla Voce, alla Coscienza. Ti voglio ringraziare
perchè hai reso possibile anche a me, un nuovo, più
consapevole e, ti confesso insperato, giro di giostra. Anch'io
per ragioni diverse dalle tue avevo deciso di scendere dalla giostra
e speravo di non vederla più ripartire... Ho riflettuto
a lungo sull'ultima pagina del libro, "... cambiare vita
per curarsi, cambiare vita per cambiare se stessi. Per il resto
ognuno deve fare la strada da solo..." Sapevo che prima o
poi sarebbe arrivata anche per me la resa dei conti, della serie
- bene! Ora che faccio? - anche se ho "solo" anagraficamente
33 anni! Il tuo libro è stato un grande dono, una piccola
grande ragione per saltare nuovamente sulla giostra. Ancora grazie.
Con affetto
Marco il libraio - www.pagina348.com (17-06-2004)
A Tiziano Terzani diagnosticano un tumore. Nel libro che scrive
da quel giorno ci sono i mesi di cure alla "occidentale",
cure per il corpo, in una New York cupa anche prima dell' 11 settembre
e quelli in giro per l'Asia alla ricerca di una cura alla "orientale",
una cura per l'anima, anche se poi incontrando il Dalai Lama si
scopre che l'aspirina la usa pure lui. Il libro è pieno
di spunti dall'inizio alla fine. Terzani è insieme giornalista,
viaggiatore e medico di se' stesso. Ricchissimo il repertorio
di immagini catturate dall'occhio del grande giornalista e sempre
acute le osservazioni del grande viaggiatore. Di rara umanità
è lo sguardo che rivolge attorno a se' ora alla ricerca
di un aiuto e ora a difesa della propria solitudine. Mi sono accorto
di essere davvero un occidentale quando sono andato automaticamente
a calcolare i soldi che avrei speso se mi fossi trovato a fare
esattamente le stesse cose. Costose cure in un centro all'avanguardia
nel centro di New York, un piccolo appartamento in affitto per
tutto il tempo necessario e corsi su corsi di yoga, meditazione,
omeopatia e mille altre discipline. E poi viaggi avanti e indietro
per l'India, la Thailandia e la Cina. Oltre al piacere nel leggere
un libro così interessante e oltre al trasporto affettivo
verso un uomo che soffriva, ho avuto la soddisfazione di trovare
nelle pagine finali molte delle conclusioni alle quali era giunto
il mio senso critico di occidentale. La netta sensazione che di
molte delle frustrazioni tipiche della nostra società possiamo
fare a meno, perchè non ha senso uscire di casa per andare
a comprare il ventinovesimo paio di scarpe quando di piedi ne
abbiamo sempre due.
fabx fabxyz@excite.it
(13-06-2004)
Ne ho letto al momento solo le prime 100 pagine. Stupendo, un
grande maestro di vita. Grazie
ceschino ceschino81@tiscalinet.it
(09-06-2004)
scriveva Jaspers: "io sono libero in quanto scelgo di essere
me stesso, di diventare veramente quello che sono" e ancora
l'epigramma di Delo: "bello al sommo grado è ciò
che massimamente è giusto, il bene più prezioso
è l'avere salute, ma supremamente piacevole è il
conseguire ciò che si ama".
Giuliana Ammirati Giachini ammirati@wbcsd.org (09-06-2004)
Carissimo Tiziano, "ti conosco" da tempo, non solo per
i tuoi libri ma anche per il tuo passaggio alla TV svizzera dove
hai parlato nelle scuole!! ..pero questo tuo ultimo libro mi ha
letteralmente "travolta".. le ultime 30 pagine le ho
fatte durare un po di pui ...non riuscivo a staccarmi. Grazie
di averci offerto di viaggiare con te in posti incredibilmente
magnifici dove il paesaggio della natura si sposa cosi perfettamente
con il paesaggio della nostra anima. Permettimi di abbracciarti
e dirti mi sei proprio tanto caro. Un abbraccio anche a Angela-
e proprio una grande Signora! Giuliana (nata in Toscana!!! all'estero
dall'eta di 14 anni)
eros (07-06-2004)
Di solito non leggo molto, non ho questo tipo di piacere, come
per esempio non mi piace danzare o fare mille altre cose. Però
poi ci sono dei personaggi che ti fanno sembrare bello ciò
che per te non è bello: per esempio, vedere Michael Jackson
ballare mi ha fatto venire voglia di fare la stessa cosa.... E'
questo il potere dei grandi artisti: trasmettere le emozioni indipendemente
dal tipo di arte che praticano e farti innamorare di ciò
che prima non amavi..Tiziano Terzani ha fatto la stessa cosa:
mi ha fatto scoprire che leggere è bello e non mi ha fatto
sentire il peso della lettura. Non c'è altro da dire....
adele (04-06-2004)
Un libro con le dimensioni di uno scrigno di gioie...verità
racchiuse in una scatola di pagine e parole fitte che raccontano
viaggi e avventure interiori. Tiziano ci accompagna come sempre
nella strada della tolleranza, dell'amore e della condivisione.
Giovanna giovanna.bianchi@favini.com
(24-05-2004)
Sembra scritto per me, per ciascuno di noi, per quelli che scoprono
a causa di una malattia o per un consapevole viaggio dentro se
stessi che si dovrebbe vivere ogni giorno con consapevolezza,
con rispetto per gli altri e per se stessi, con amore. Grazie
Tiziano per avermi portato un messaggio che traduce in parole
quei concetti sfuggevoli che da anni ormai permeano la mia vita
di tutti i giorni. Le tue parole mi hanno aiutato e mi aiutano
a non sentirmi un pesce fuor d'acqua e mi fanno stare veramente
bene, mi fanno pensare , mi arricchiscono come difficilmente altri
scrittori moderni sono riusciti a fare. Grazie per tutto questo.
FARO 64 (24-05-2004)
GRAZIE TIZIANO, un libro che ci dona il tuo vissuto e ci rende
consapevoli di quanto sia importante sentirci vicini ed in pace
con noi stessi e con il prossimo. Ci appare sempre + ,la grande
ed unica forza la non violenza.
umberto (17-05-2004)
Uno dei libri più belli che abbia mai letto.
newe (12-05-2004)
Fantastico. Mi sento più ricca e più consapevole.
Una cosa che non c'entra molto: la fotografia in copertina è
bellissima!
Giuliano (10-05-2004)
Questo libro mi ha letteralmente rapito... e mi ha letteralmente
confuso! Mi ha aperto una piccola porticina che cercavo da tempo.
Il conoscere Terzani come scrittore, il leggere i suoi ultimi
2 libri è stato tutto un caso ed un insieme di coincidenze...
tutto ha seguito un filo che continua a farmi dire che nulla succede
per caso! Quando l'allievo è pronto, il maestro si presenta
a lui... Adesso che la traccia è segnata, bisogna solo
stare attenti a non farsela scappare, a seguirla ed inseguirla...
cercando di dedicare sempre più tempo a vivere e non semplicemente
a respirare. Grazie Tiziano.
Paolo pacar@libero.it
(30-04-2004)
Un viaggio attraverso la malattia, le medicine ufficiali ed "alternative",
attraverso i nostri tempi, per trovare la propria via. In fondo
credo che quello che ha fatto Terzani è tentare di mettere
in pratica quello che scrisse Krishnamurti: "...La Verità
è una terra priva di sentieri... non può essere
portata al nostro livello, piuttosto noi dobbiamo salire al suo...
non si può portare la cima della montagna in una valle...
allo stesso modo non è possibile organizzare un credo,
... diventano convinzioni sistematiche, ... puntelli, menomazioni,
catene, che vi ostacoleranno sino a mutilarvi... " Io credo
che oggi la scienza e la tecnica stiano diventando una nuova religione,
con gli stessi limiti di cui sopra.
Cristian (19-04-2004)
Bellissimo, un "viaggio" alla scoperta di se stessi!
ec apbcnbs1@tin.it
(17-04-2004)
Avrei voluto un finale del tuo libro come quello delle migliori
fiabe. Che il libro fosse finito allo stesso modo col quale il
giovane, dopo un lungo travaglio, gode di aver capito finalmente
quale sia il suono prodotto dall'applauso di una sola mano. Non
è stato così. Ma non è detto che non lo possa
essere nei fatti così! che tu possa continuare a donarci
i tuoi scritti ancora per molto, molto tempo ancora. E sappi che
non solo Angela ed i tuoi figli e nipoti ti sono vicini. Ma molti
molti altri che condividono i tuoi ideali di non-violenza, di
tolleranza, della necessità di una medicina che curi il
malato e non un organo, di avere il coraggio di indagare le cause
dei tumori e del terrorismo e non semplicemente di curare chirurgicamente
i mali conseguenti, della necessità di conoscere e capire
e rispettare le altre culture e non , come al solito, ignorarle
e distruggerle con la solita convinzione che sia il nostro dio,
la nostra civiltà occidentale, la nostra economia ciò
a cui gli altri si debbono inchinare ed adeguare. Non ti dico
che pregherò per te, perchè non sono un credente,
ma certo, come tanti, ti sarò idealmente vicino.
riccardo riccardo@mabuse.it
(13-04-2004)
Libro bellissimo secondo me. Di quelli che ti fanno un po' "respirare".
Finalmente. Un libro umile ed onesto. Di gradevolissima scrittura.
Buona lettura
http://www.casamia.org/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=238
"Quella sera me la dimenticai, la macchina fotografica; eppure di lui ho un ricordo vivo, visivo oltre che emozionale, quando venne anche da noi, alla Pieve di San Martino a Sesto Fiorentino, una delle tante tappe dei suoi giri che faceva spesso quando non era in India, oramai sua patria elettiva.
Giornalista delle zone di guerra, Tiziano aveva capito, in un percorso di introspezione che nel corso degli anni era diventato sempre più profondo, che nessuna guerra avrebbe mai risolto i problemi dell'umanità, anzi ne avrebbe sempre più corroso le radici e le fondamenta. Questo andava dicendo via via, negli ultimi anni della sua vita, attraverso i suoi libri e gli incontri che desiderava avere con la gente, e a cui inviava il suo messaggio semplice ma efficace, che proprio per la sua essenzialità entrava diritto nel cuore di chi lo ascoltava.
E anche quella sera, la sua figura carismatica mi colpì. Con la barba bianca fluente, i capelli raccolti in un ciuffo, vestito con un sari indiano candido e con un foulard rosso a discendere dalla spalla...
Non mi dilungo oltre; e rimando il mio ricordo qui, a quel che scrissi in quell'occasione, quando appunto presentò il suo libro, "Lettere contro la guerra", la sua risposta, pacifica ma decisa, alle terribili vicende iniziate l'11 settembre 2001 e che continuano a sconvolgere il mondo intero.
E adesso, so di avere perso un amico. uno dei pochi con cui, seppure a distanza e senza neanche averglielo detto, potevo avvertire una forte comunanza di sentimenti e di profondità di pensiero.
Roberto DB, delbia@casamia.org
Forse in ritardo inserisco questa recensione, che è la cronaca di un incontro molto "sentito" con Tiziano Terzani, svoltosi lo scorso settembre. Incontro in cui egli ha parlato di guerra, di pace, attraverso la sua esperienza umana di "kamikaze della pace", e della situazione del mondo attuale, che nel suo libro ha pienamente focalizzato.
Inserito il 5 agosto 2003 da Roberto Del Bianco - Peacelink - http://db.peacelink.org/forum/thread.php?id_forum=12&id=995
Difficile mettere per iscritto sensazioni provate ed emozioni scaturite dai racconti di vita appena ascoltati dalla voce di chi la vita - e la morte - l'ha vissuta per trent'anni come corrispondente di guerra in tutto il mondo. E che adesso è capace ancora di continuare a viaggiare, ma - come ama definirsi, "kamikaze della pace" - per gridare a tutti la sua sete di pace in un mondo che è più che mai assetato di pace... "Ho visto tante guerre che non ne posso più, ho visto tanta violenza che non ne posso più"...
A questo punto svelo il personaggio. Tiziano Terzani, giornalista e scrittore, assiduo per trent'anni nel suo scavare nel profondo umano della sofferenza più atroce, quella provocata dalle guerre, e più che raccontando le vicende, andando a scrutare soprattutto negli "altri", nei "nemici", nel loro animo, nelle loro convinzioni, e convincendosi egli stesso che nel mondo non possiamo che essere tutti simili, emozioni, aspettative, reazioni e così via, in un dualismo bene-male che nello "Ying-Yang" della filosofia orientale ha trovato il suo simbolo.
L'occasione dell'incontro si presenta nel suggestivo colonnato della Pieve di San Martino a Sesto Fiorentino, alle porte di Firenze, e che efficacemente ha fatto da sfondo alla figura insolita di uomo già carismatico nell'aspetto oltre che nel pensiero. Barba bianca fluente, i capelli raccolti in un ciuffo, sari indiano candido e foulard rosso a discendere dalla spalla. Non a sedere ma in posizione yoga a gambe incrociate sul tavolo della conferenza, e la folla per due ore e mezza in attento ascolto, forse duecento persone a gremire il cortile della Pieve.
Tutto fuorchè buonismo, il suo: nella presentazione dell'ultimo suo libro, "Lettere contro la guerra" - giunto alla sesta edizione - non risparmia critiche all'unilateralità del giudizio, in merito alle vicende iniziate con l'attentato al World Trade Center, da parte del mondo occidentale e degli Stati Uniti in particolare; ma lo fa portando le motivazioni che da sempre sono state il fulcro della sua esperienza e del suo pensiero, e in definitiva ponendo come giudice non il sentimento immediato di vendetta che scaturisce dal "cane che è sempre dentro di noi" ma il dato di fatto, sancito pure dalla Costituzione e dalla Carta dei diritti umani, che tutti siamo pari e simili, che la diversità delle culture e delle religioni è una ricchezza dell'umanità.
Sotto questa ottica non solo i fondamentalisti di Al Quaeda sono "i terroristi" ma gli stessi Americani che hanno rovesciato tonnellate di bombe su persone inermi in Afghanistan e che si stanno apprestando a ripetere in Iraq; e questo con la complicità del sistema mediatico oramai abituato a dosare le informazioni allo scopo di sopire le coscienze e pilotare le convinzioni e il consenso dei cittadini.
Tutto questo, comunque, detto senza odio ma con la fermezza di chi ha sperimentato che nessuna guerra ha mai risolto i problemi alla radice dei conflitti anzi acuendone le violenze - e con la certezza che siamo oramai arrivati a una svolta cruciale nell'esistenza dell'uomo. L'11 settembre dello scorso anno veramente ha cambiato il mondo, ma - ecco sorprendentemente il messaggio positivo - esso può diventare l'occasione, finalmente, per l'uomo stesso e per le società occidentali, di rivedere il senso delle proprie convinzioni.
Tutto il mondo ha visto l'orrore di quell'attentato; tutto il mondo non può tirarsi indietro a continuare a vivere come sempre la propria vita di tutti i giorni. E se è vero che le guerre, alla fin fine, nascono sempre da passioni e pulsioni interne all'uomo, ecco la ricetta semplice eppure difficile da realizzare, poiché investe il comportamento personale di ciascuno di noi: un cambiamento radicale di mentalità, rovesciando la priorità di modelli di vita come il possesso, il successo, la furbizia, e cercando di contrapporvi gli universali valori della nonviolenza, della tolleranza, della condivisione e l'arricchimento reciproco tra i popoli e le culture.
L'umanità stessa si trova adesso a un
bivio, e la scelta dipende non solo dai nostri governi, che stentano
a trovare le motivazioni etiche di un necessario cambiamento della
storia. Già nel nostro piccolo, modificare le abitudini,
passare a un'austerità di vita e nei consumi; contribuire
nel tempo a smorzare così, oltretutto, lo scandalo dell'occidente
agiato e col resto del mondo stretto nelle morse dell'ingiustizia,
della fame e dello sfruttamento economico. Mancare questa "buona
occasione" può significare la corsa sempre più
rischiosa verso un baratro che segna la fine dell'umanità.
Secondo Calibano
(27-04-2004)
Ho conosciuto Terzani tramite Un indovino mi disse. Un
amico che pochi giorni dopo partiva per andare a vivere in Thailandia...
mi disse: "devi assolutamente leggere questo libro".
Non avevo mai sentito il nome di Tiziano e, quasi più per
il contagioso entusiasmo dell'amico, cercai il libro.
Fu come un amore a prima vista: lo stile, le idee, ma soprattutto
il modo in cui erano messe assieme mi colpirono profondamente.
In più l'indovino capitò in un mio non facile periodo.
Il libro poneva tante domande, non forniva certo risposte, ma
risultò di grandissima compagnia. Dopo qualche mese, mentre
cercavo di arrivare il più tardi possibile all'ultima pagina,
venni a sapere che Tiziano stava trascorrendo qualche giorno a
pochi chilometri da dove in quel momento mi trovavo. Presi la
macchina, arrivai lì, e "per caso" lo trovai
in piazza. Col senno di poi, ho capito che se non fosse stato
in piazza sarebbe stato difficilissimo scovarlo.
Scambiammo solo poche battute, gli regalai un libro che, non sapendo
come presentarmi, mi ero portato dietro, e dopo mezz'ora ero già
sulla via del ritorno. Ebbi la sensazione, più che di conoscere,
di "ritrovare" qualcuno. Probabilmente era dovuta all'emozione
del momento, oppure veniva dall'incontrare qualcuno che anche
in seguito avrebbe avuto una certa influenza sulle mie idee, comunque
già affini alle sue.
Finora dicevo che il mio libro perferito di Tiziano era appunto
Un indovino mi disse, ma quest'ultimo mi pare vada ancora
più in là.
E' una continua poesia, anche per uno come me che non riesce a
leggere poesie. Tutto il libro è intriso della "leggerezza
necessaria per andare in profondità", geniale espressione
(e apparente contraddizione delle leggi fisiche) coniata da Wu-ming
per parlare d'altro, ma che si adatta benissimo per descrivere
l'atmosfera de Un altro giro di giostra.
Mi verrebbero da citare tantissimi bei passi come la descrizione
del quartiere di New York concentrazione dei mali dell'occidente,
le "riunioni di gabinetto" con Leopold, lo Swami, il
circo/ospedale, la fuga a Manila prima dell'inaugurazione della
piramide d'Asia, fino all'inizio del capitolo a pag. 565, che
pur non essendo ancora arrivato lì con la lettura, ho gia
letto e riletto una decina di volte.
Eppure non sono uno che si interessa di indovini, o di cure alternative.
Quando sento odore di ciarlataneria mi allontano subito. Perciò
ammiro il modo di cercare di Tiziano. Come sull'isola Ko Samui,
dove continua il digiuno fino all'ultimo giorno pur avendo ormai
chiaro che c'e il trucco.
Per me che "cerco di scrivere", un grande interesse
nei libri di Tiziano è anche per lo stile, a volte un interesse
quasi grammaticale, per cui ci trovo qualcosa che va oltre le
parole stesse, una sorta di alchimia nella costruzione delle frasi.
Ma questo è avvenuto anche per l'introduzione di sua moglie
Angela alla nuova edizione del suo "giorni giapponesi",
che lessi e rilessi non so quante volte. Forse un contagio familiare,
ma che continua a contagiare.
Il contagio è comunque anche nelle idee. Quella di non
mangiare pi carne mi gira in testa da tempo, ma per non complicare
la vita a chi in casa si occupa della cucina, non ne avevo mai
fatto di nulla. Dopo aver letto la storia delle cellule di carne
che sono intrise del terrore che l'animale prova quando viene
ucciso, ho deciso di non mangiare carne almeno quando sono fuori
casa, quando posso scegliere cosa mangiare. E' senz'altro un passo
verso quella direzione.
Ciao a tutti! Secondo Calibano
Loreviking (29-07-2004)
Non ho fatto in tempo...
...sto leggendo il tuo fantastico Un'altro giro di giostra
e aspettavo di terminarlo per scriverti e dirti quanto mi stia
aiutando in questo momento di transizione della mia vita.
La voglia di vivere e di godere la vita che permea questo capolavoro
mi aiutano a sentirmi meno sola e "sfigata" e non perdere
mai di vista il valore dell piccole cose che sono le pi importanti
nella mia vita e che mi fanno spesso sentire lontana dall'effimero
che pare abbia fagocitato questa società!
Dopotutto "l'essenziale è invisibile agli occhi, non
si vede bene che con il cuore" e nel nostro, nel mio cuore,
resterà la tua impronta. Lore
Ettore1 (29-07-2004)
Che dire... grazie per la passione trasmessami! Le passioni che
non rappresentano la guerra e le sue conseguenze, ma sono piuttosto
il percorso di un uomo tra gli uomini.
Nessuna tristezza. Nessuna rassegnazione. Nessun motivo per piangere.
Un posto come altri vissuto da persone comuni.
Nè vittime innocenti e neppure mostri sanguinari. Semplicemente
la vita quotidiana.
Per tutte queste ragioni ho intrapreso il mio piccolo e discreto
percorso della "MIA PACE".
Per concentrarmi ancora su ciò che rimane vivo e bello
dopo la tempesta.
Per non farmi prendere dalle sterili disperazioni dell'uomo che
contempla il mondo ferito.
Dal tuo incontro mi sono portato un souvenir che tengo sempre
con me: un bel paio di occhi nuovi con cui guardare la realtà.
Buon viaggio Tiziano. Trasmettilo anche a chi incontrerai nella
tua nuova strada ed in quei luoghi nuovi dove stai ora passeggiando.
Ettore
Donatella (29-07-2004)
Caro Tiziano, ieri sera ho finito di leggere Un altro giro
di giostra e volevo scriverti ma qualcosa dentro mi diceva
che non c'eri più. Oggi un SMS di un'amica mi comunica
la tua morte.
Ti scrivo comunque, consapevole che non serve internet per dirti
queste cose, ma voglio ringraziarti della profonda emozione che
hai suscitato in me con lettere contro la guerra e con la storia
della tua malattia o meglio della tua rinascita.
Grazie ancora, ti voglio bene. Donatella
Maurizio (29-07-2004)
L'uomo dice che il tempo passa, il tempo dice che l'uomo passa...ora
sei passato anche tu... grazie per tutti gli insegnamenti.
Domani sarò a Firenze per salutare un amico che non mi
conosceva.
G.B. (29-07-2004)
C'è un sole splendido, oggi. Ma è uno dei giorni
più tristi della mia vita.
Oggi piango un amico. Lui non lo sapeva che eravamo amici. Ne
aveva così tanti di amici, Tiziano Terzani, che lui non
conosceva, sparsi per il mondo.
Grazie ai suoi libri. Grazie alle sue idee. Grazie ai suoi insegnamenti:
mai cattedratici, mai arroganti; tipici di chi la verità
non l'ha infusa per grazia ricevuta, ma la scopre giorno dopo
giorno, faticosamente; con sacrificio, intelligenza, correttezza,
umiltà ed umanità. Cioè: con onestà!
Mettendosi dalla parte degli "altri". Sino all'ultimo
giorno.
Grazie, Tiziano. Il giro di giostra è stato troppo breve,
ma tu sarai a lungo nei nostri cuori!
Any247 (29-07-2004)
Poche persone hanno saputo lasciarmi un segno cosÏ profondo
come hai invece fatto tu con i tuoi scritti e le tue idee.
Una persona sicuramente da ammirare per coerenza, tolleranza ed
onestà nella vita e nelle idee. Mi mancherai.
Luciano (29-07-2004)
La notizia della tua scomparsa mi ha colto di sorpresa, e la prima
sensazione che ho provato è stata quella di aver perso
un vero amico. Le emozioni e le sensazioni che il tuo narrare
evoca nell'animo delle persone sensibili (spero esistano ancora)
sono immense. La tua visione "fuori dal coro" della
difficile situazione attule del mondo, il tuo modo unico di rendere
semplice il difficile, sono degne di una persona unica e speciale.
Mi mancherai e ci mancherai tanto, ciao, lux.
Umberto umicheli@tiscali.it
(29-07-2004)
Ciao Tiziano, eccomi qua. Finalmente ti sto scrivendo. Quante
volte mi sono ripromesso di farlo dopo aver letto uno dei tuoi
libri! Ma non l'ho mai fatto. Non mi andava di rubare neanche
un minuto della tua vita per dirti cose che già sapevi,
cose che tanti ti avevano già detto probabilmente fino
alla noia. Ma ora posso scriverti senza arrecare alcun disturbo.
Posso finalmente ringraziarti per ciò che hai scritto con
la speranza che siano in tanti a leggerti anche ora che ci hai
lasciato. Con la speranza che in tanti provino le emozioni che
ho provato io leggendo i tuoi libri e che dopo si sentano un po'
migliori e in pace con se' e con gli altri. Tu mi hai fatto sentire
cosÏ piccolo e cosÏ grande! Tu mi hai insegnato che
non è poi cosÏ importante trovare le risposte. L'importante
è porsi le giuste domande. L'importante è capire
che ci sono cose che vanno oltre la mente razionale, cose che
non possiamo comprendere, ma che possiamo "sentire"
dentro e fuori di noi.
E allora grazie, grazie ancora per avermi aiutato a "sentire",
grazie per avermi permesso di accompagnarti nei tuoi mille viaggi,
grazie per aver promosso la pace, grazie per aver reso me e questo
mondo un po' migliore, grazie per ciò che sei stato e per
quello che ci hai insegnato.
Mio caro Tiziano, vorrei che tu potessi scriverci un'ultima volta
per raccontarci come solo tu sai fare ciò che hai trovato
alla fine del tuo lungo viaggio. Ma non sono triste, perchè
"sento" che qualsiasi cosa tu abbia trovato è
certamente ciò che hai sempre cercato. Scommetto che è
bellissimo!
Addio Tiziano, ci mancherai moltissimo.
Federica (29-07-2004)
Ho sentito la notizia al tg. Proprio in questi giorni mi chiedevo
dove fosse Tiziano e soprattutto come stava. E' una persona che
ci mancherà molto, anche se penso che abbia lasciato a
tutti qualcosa di sè. Tiziano è di nuovo in viaggio.
sati
Riccardo (29-07-2004)
Oggi due lacrime fanno da segnalibro alla pagina 202 del tuo ultimo
bellissimo libro.
Due anni fa a Roma ebbi il privilegio di stringerti la mano e
il grande piacere di incrociare il tuo sorriso sereno.
Mi mancherai moltissimo. Fai buon viaggio.
Mischilu (29-07-2004)
....a volte anche una sola parola, un gesto possono bastare a
far cambiare direzione a una vita e tanti, tanti, specie fra i
giovani, cercano quest'occasione...
31/07/2004 18.21 pippoyuk
Ho avuto modo di conoscerti per caso ascoltando la televisione
mentre veniva recensito il tuo ultimo libro. Ho imparato ad apprezzare
la fluidità delle tue pagine e la possibilità di
apprezzare profumi, odori, sensazioni, condizioni ed emozioni
dei popoli da te descritti. Ti ho conosciuto tardi, ma è
importante almeno averti conosciuto. Grazie
31/07/2004 17.57 moccola13
Diversi anni fa un amico mi aveva invitato all'Orsigna ad assistere
ad un tuo intervento ma non potei...
Qualche anno fa ho regalato al mio più grande amico un
tuo libro senza averlo mai letto....
Quest'anno per caso (niente è per caso!)ho incontrato 'Un
altro giro di giostra' e mi sono riconosciuta, ho fatto in un
attimo il giro del mondo, ho condiviso e ho trascorso con te il
dolore della scoperta del cancro...e tante altre cose ancora.
Volevo venire a Orsigna questa estate nella speranza di vederti,
ma sarà per la prossima volta.
Un abbraccio anche ad Angela che è sicuramente una donna
speciale. Mi piacerebbe tanto conoscerla... Monica di Pistoia
31/07/2004 17.50 Gabriele Croce
Grazie Tiziano,
o Anam... quando ho saputo della notizia ho provato come un vuoto
dentro di me, qualcosa di strano, come se fossi un mio caro amico...
Stavo per piangere... Forse perchè leggendo i tuoi libri
ho imparato molto da te, dalle tue parole, dalle tue supposizioni,
dalle tue speranze.
Rimangono sempre i tuoi scritti, che mai nessuno potrà
cancellare, e la tua anima, che ci conforterà sempre; ogni
volta e in ogni momento che ti penseremo sarai sempre accanto
a noi.
Grazie di tutto,
Gabriele Croce
31/07/2004 17.43 zeps3
Ti avevo appena conosciuto...attraverso le tue parole messe su
carta: prima "Pelle di leopardo" poi la risposta ad
Oriana Fallaci. Scoprii la tua esistenza grazie alla mia professoressa
Gabriella Turnaturi che tu conoscevi e la prima cosa che incuriosì
una ragazza col sogno di diventare giornalista fu la tua scelta
di vivere sull' Himalaya; decisi così di iniziare a leggerti
e mi affascinò il tuo "lavoro" in Vietnam. Poi
ti abbandonai per leggere "La rabbia e l'orgoglio" di
Oriana Fallaci; scoprii che le avevi risposto e fui incuriosita.
Mi colpì molto una frase di "Lettera da Firenze",
più che una frase un consiglio: "...Guarda un filo
d'erba al vento e sentiti come lui. Ti passerà anche la
rabbia...". Capii che questa frase racchiudeva tutta l'esistenza
e penso che con queste parole tu abbia toccato Oriana anche se
non lo ammetterà forse. Ho ripreso il tuo libro e oggi
l'ho finito ma scopro che ci hai lasciato. Ti avevo appena conosciuto...ti
ammiravo, ti ammiro e ti ammirerò per sempre. Condoglianze
alla tua famiglia e al mondo intero dove hai lasciato un vuoto
incolmabile. Milena
31/07/2004 15.34 incalza
Namaste Tiziano-ji.
Un saluto dalla tua ultima terra adottiva. Cercando le tue orme,
sono riuscita a intravedere soltanto la tua scia. Ma mi basta.
Perche' il tuo messaggio continua a rimbombare forte e chiaro
nella mia anima. Anche se la tua mancanza si fa sempre piu' forte
e dolorosa.
Abbiamo perso un maestro, ma saremo fortunati se sapremo conservare
il suo pensiero e metterlo in pratica come lui avrebbe voluto.
Alla famiglia, un abbraccio sincero.
Gabriella Incalza, Kaplanova
31/07/2004 15.24 2°Calibano
Questo e' il testo che, insieme ad una foto di t.t, apparirà
per qualche tempo sul sito www.mapsulonnaise.net
namaste
Il giorno 28 luglio 2004 Tiziano Terzani ha lasciato questo mondo
dalla valle di Orsigna (PT).
Lui era il più famoso dei compagni di strada della société
éditoriale mapsulonnaise, ma superato l'imbarazzo del *famoso*,
fummo presto in grado di apprezzarne l'affascinante personalità.
Il sottoscritto può affermare che l'incontro con Terzani
è stato uno di quelli che si ha la fortuna di fare forse
una volta nella vita. Ha lasciato un segno con lo stile della
sua scrittura, con i mesi di puro divertimento durante il lavoro
di realizzazione del libretto *La guerra del cartello*, con la
sua lucida ostinazione contro la follia globale, fino ad influenzare
il rapporto con il telefono e con la carne, che sto cercando di
eliminare completamente dai miei piatti. E poi i viaggi: furono
solo le sue ripetute insistenze a visitare l'India partendo dalla
sua casa di Delhi che mi fecero andare in quel paese dove inevitabilmente
ritornerò.
I suoi ultimi scritti sono particolarmente intrisi di richiami
all'impermanenza e all'inutilità di eccessivi attaccamenti
alle cose terrene, tuttavia queste sono le ore in cui ci viene
da pensare alla sua forma terrena ed impermanente, che non esiste
già più. Ma il suo ultimo libro, in cui traspare
la volontà di documentare tutto, fino all'incontro con
una minuscola coccinella, rimane una grande miniera di terzanità.
Il sito www.mapsulonnaise.net lo ricorderà per qualche
tempo con una foto che lo ritrae in una posa quasi donchishottesca,
scattata durante la presentazione dell'agosto 2000 a Maresca.
"Andando a giro per il mondo a incontrare medici, maghi
e maestri avevo certo capito che era inutile continuare a viaggiare,
che la cura delle cure non esiste e che la sola cosa da fare è
vivere più coscientemente, il più naturalmente possibile,
vivere in maniera semplice, mangiando poco e pulito, respirando
bene, riducendo i propri bisogni, limitando al massimo i consumi,
controllando i propri desideri e allargando così i margini
della propria libertà". pag. 496
"Alla fine tutto va messo alla prova: le idee, i propositi,
quel che si crede di aver capito e i progressi che si pensa di
aver fatto. E il banco di questa prova è uno solo: la propria
vita. A che serve essere stati seduti sui talloni per ore a meditare
se non si è con questo diventati migliori, un po' più
distaccati dalle cose del mondo, dai desideri dei sensi, dai bisogni
del corpo? A che vale predicare la non violenza se si continua
a profittare del violento sistema dell'economia di mercato? A
che serve aver riflettuto sulla vita e sulla morte se poi, dinanzi
a una situazione drammatica, non si fa quel che si è detto
tante volte bisognerebbe fare e si finisce invece per ricadere
nel vecchio, condizionato modo di reagire?" pag. 565
31/07/2004 14.53 facocer
Ti ho conosciuto soltanto da poco tramite i tuoi libri, ma è
stata una rivelazione. Hai mostrato, a me come a tutti quelli
che ora affollano il forum, un nuovo modo di guardare alla vita.
Sarebbe bello poter dire ora: "Sei sempre qui insieme a noi,
è soltanto il tuo corpo che ci ha lasciati".
Spero di imparare a farlo. Soltanto una parola, GRAZIE
SANDRO
29/07/2004 12.15 Attilio RM
Tiziano Terzani mi ha entusiasmato sin dal suo primo libro che
lessi anni addietro: "Un indovino mi disse". Avrò
sempre un posto nel mio cuore per lui. Le mie piu sentite condoglianze.
Attilio F.
29/07/2004 12.56 mystere68
Mi mancherà. Ammetto che è la prima persona non
conosciuta personalmente della quale sento "realmente"
già la mancanza. Sapere che una persona come Tiziano esisteva
(ma continuerà ad esistere) ancora ai nostri giorni, una
persona che nonostante l'essere addentro al mondo del "successo"
sceglie di fare un percorso diverso e non banale, mi faceva (e
mi farà) bene.
Ciao Tiziano, grazie di tutto. Buon viaggio e alla prossima...
Federico
29/07/2004 13.22 lortot
Ora che Tiziano non e' piu' con noi con il suo corpo, rimane con
noi con il suo spirito e con "L'ultimo giro di giostra",
il suo testamento per un mondo migliore.
Lorenzo Totaro, Londra, 29 luglio
29/07/2004 14.24 Morail
Mancherà a tutti noi che assieme a lui abbiamo provato
a capire qualcosa di più di questa avventura che è
la vita. Mancherà a questo mondo, dove le persone come
lui ,che non si arrendono ad una modernità nichilista e
troppo materiale dove non c'è più spazio per la
persona ma dominano ingordigia ed ingiustizie, stanno scomparendo.
Ma non voglio pensare che la giostra abbia smesso di girare. Questo
no.
Marco
29/07/2004 14.25 Andrea.Pieracci
Sofferte ed espresse nel ricordo di un uomo che ci ha permesso
di sognare: l'Asia, la Pace, un mondo migliore.
Andrea Pieracci, Frassinoro (MO)
29/07/2004 14.40 aktivirus
Ti ho scoperto da poco tiziano - Il tuo ultimo libro era qualcosa
di fantastico, mi mancherai tantissimo anche se non ci siamo mai
visti.... presto andrò in India e sono sicuro che troverò
le emozioni che mi hai raccontato su carta... Condoglianze alla
famiglia
Filippo
29/07/2004 15.36 asiahoon
Ciao Tiziano, ho sempre sognato di fare in futuro quello che per
tanti anni hai fatto tu: viaggiare, conoscere e raccontare il
mondo, un certo tipo di mondo, con umiltà e passione. Mi
hai fatto sognare raccontandomi di Delhi e Angkor, mi hai spinto
a visitare la Thailandia, che adesso considero il mio paese adottivo,mi
hai aperto la mente e hai regalato a tutti i miei viaggi quel
"qualcosa in più" che li ha resi speciali. E
in tutti i miei vagabondaggi, su e giù per l'Asia, tu c'eri
sempre. Mi mancherai ma continuerò a portarti "a giro".
Buon viaggio Tiziano!
Asiahoon ...perchè la vita è un brivido
che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia...
31/07/2004 12.31 pagella
Tiziano è e rimarrà sempre per tutti noi un fulgido
esempio di integrità. Ringraziamo la Vita di avercelo donato,
attraverso i suo scritti, il suo esempio, la sua presenza. Che
il nostro abbraccio lo accompagni in questa sua nuova avventura.
31/07/2004 11.01 ClaudiaDr
Ho ancora sù a casa una lettera che ti ho scritto qualche
settimana fa, nella quale ti chiedevo se mi potevi mandare una
tua foto. Ma poi quella richiesta mi sembrava strana, me ne vergognai
un po' e non l'ho mai spedita.
Però mi farebbe davvero piacere avere una tua foto, da
mettere tra le foto sui momenti belli che mi piace ricordare.
Ho conosciuto in te una persona di una enorme umiltà e
sincerità, nella sua continua ricerca delle molte verità
che stanno dietro ad ogni cosa; che sapeva che non sapeva fino
in ultimo, e non ha avuto paura di ametterlo. Ecco perchè
ti conto tra i momenti belli della mia vita. Averti conosciuto
(attraverso i tuoi libri) per me è stata davvero una cosa
speciale.
Grazie, Claudia
31/07/2004 10.51 alma2000
Ci sono persone che anche se non conosciute personalmente ma indirettamente
attraverso una foto, un libro, una musica, uno sguardo lasciano
dentro di noi tante emozioni, mille sensazioni e tanti tanti pensieri
che volteggiano dentro di noi.
Credo personalmente che sia stato un maestro di vita e continuerà
ad esserlo, leggendo e rileggendo i suoi libri, perchè
nel mio percorso di formazione c'è entrato con il libro
"lettere contro la guerra" e da lì si è
fatto spazio con "un'indovino mi disse" e recentemente
con "Un'altro giro di giostra" quando da pochi mesi
ho condiviso la sua stessa condizione umana nella sofferenza e
nella ricerca per la malattia di mio padre.
In questo suo ultimo contributo c'ho trovato tutto l'equilibrio,
la reneità, la consapevolezza di una persona che ha speso
la sua vita alla ricerca del senso della vita attraverso i viaggi
ingiro per il mondo spinto dalla curiosità di sapere e
di conoscere e di capire per arrivare ad essere consapevole di
quello che racchiude la nostra presenza in questa vita.
31/07/2004 10.45 frantal
Sono molti anni che ti conosco e che continuo a conoscerti attraverso
i tuoi libri. Ho condiviso con te i fatti e le persone che hai
incontrato, ho aumentato il mio amore verso l'asia e verso il
modo di porsi in un viaggio.
L'ultimo (quello della vita e della morte) mi ha posto spunti
di riflessione molto profondi. Tanto è che appena è
uscito il tuo libro l'ho letto con passione e avidità;
avrei voluto incontrarti o magari inviarti le riflessioni che
mi hanno suscitato le tue parole, ma non c'è stato tempo,
per lo meno non nel modo in cui avevo pensato...
Resta ciò che mi hai lasciato, ciò che hai risvegliato,
ciò che mi hai insegnato....
Grazie e questo ringraziamento te lo invio mandandolo "nell'etere
di questo moderno mezzo di comunicazione", indirizzato ad
un forum di persone che, come me, sono state appassionate dal
tuo modo di essere, di osservare, di ricordare, di scrivere....
Chissà forse il mio incontro con te potrò averlo
nel riconoscerti dentro di me, piano piano, vivendo...
31/07/2004 9.57 antonellab
Vorrei essere stata amica. Non è stato possibile, ma tu
sei sicuramente stato amico mio per anni. Per anni ho viaggiato
con te percorrendo realmente o mentalmente le tue strade. In questa
nuova strada non posso seguirti. Ma sono certa che i tuoi occhi
saranno come sempre pieni di meraviglia e compassione. GRazie
per aver dimostrato che possiamo essere esseri umani e non solo
esseri viventi. un abbraccio
31/07/2004 8.37 momosan
Stefano ed io aspettiamo un figlio. Spero che Tiziano Terzani
abbia lasciato il suo corpo per lui. Vorremmo tanto che crescesse
in un mondo diverso da quello che Tiziano ha lasciato. Con più
amore e rispetto verso la vita. Noi, come mamma e papà,
viviamo ogni giorno anche per questo.
Carla Soffritti , Boschi di Carrega (PR)
31/07/2004 2.15 zopope
Caro Tiziano
Stavo parlando con Mauro al telefono. Io a Ouagadougou, in Africa,
lui a Torino. Quando mi disse che non c'eri più, che avevi
lasciato il tuo corpo non potevo crederci. Non volevo crederci.
Sto leggendo il tuo ultimo libro. Anche Mauro lo sta leggendo,
glielo regalai meno di un mese fa
Da tempo volevo scriverti un messaggio, come quella lettera che
ti scrissi quattro anni fa dal Burundi e alla quale tu rispondesti
con un proverbio indiano.
«E' un aspetto, questo, dello strano mestiere di cronista
che non cessa di affascinarmi e, al tempo stesso, di inquietarmi :
i fatti non registrati non esistono. Quanti massacri, quanti terremoti
avvengono nel mondo, quante navi affondano, quanti vulcani esplodono
e quanta, quanta gente viene perseguitata, torturata e uccisa !
Eppure, se non c'è qualcuno che raccoglie una testimonianza,
che ne scrive, qualcuno che fa una foto, che ne lascia traccia
in un libro, è come se quei fatti non fossero mai avvenuti !
Sofferenze senza conseguenza, senza una triste constatazione ;
ma è così ed è forse proprio questa idea
- l'idea che con ogni piccola descrizione di una cosa vista si
può lasciare un seme nel terreno della memoria - a legarmi
alla mia professione.» T. Terzani
Questa sera sono solo a casa qui a Ouaga. Adesso sono ancora più
solo. Buon Viaggio. Io non ci sono ancora arrivato. Tu sei andato
oltre.
Marco, Ouagadougou, 30 luglio 2004
30/07/2004 23.21 scilladimassa
Arrivederci, e grazie per avermi fatto sentire meno sola. Non
mi conosci, pure le nostre vite sono state simili: un lungo viaggio
iniziato in Cina e approdato in India. Come te, ho vissuto in
Cina. Mi sono inserita nel giornalismo con dei reportage. Non
ho avuto la tua fama, perchè, ancora giovane, mi sono resa
conto che il nostro mestiere aveva ormai imboccato una strada
senza uscita e me ne sono tirata fuori. Le tue delusioni ,le tue
indignazioni sono state anche le mie. Idealmente,ho condiviso
con te la magia del Tibet quando era ancora intatto, dei mercati
orientali, degli incontri con cuori non ancora corrotti dal materialismo.
Mi hai tenuto compagnia quando,sconsolata, ho contemplato il mondo
e mi sono detta che non c'era nessuno a pensarla come me. E invece
c'eri tu. Con Max eravamo rimasti d'accordo che un giorno ci saremmo
incontrati di persona, ma non ho fatto in tempo.Mi rimane il rimpianto
di non averti conosciuto e insieme la dolcezza di aver avuto un
compagno di viaggio. Il mio continua ancora, ho ancora qualche
giro di giostra. Ti penso libero e nella luce, ma mi dispiace
per me, per noi. Da oggi c'è un anima bella in meno, su
questa terra. Scilla di Massa
30/07/2004 23.13 rudi48
Ti ho cominciato ad apprezzare come corrispondente lucidissimo
per Der Spiegel dai tempi del Vietnam, dalla Cina, dal
Giappone e poi dall'ex CCCP, autocritico anche nei momenti di
maggiore entusiasmo.
Ho letto i tuoi libri, storico politici e il tuo bellissimo "giro
di giostra". Me lo ha regalato un mio paziente, lo ho consigliato
ad amici ammalati. Ha fatto bene a tutti ...
Noch einmal danke für alles!
Rudi