Massimo racconta la sua "avventura"


Nel luglio 2006, dopo due settimane di febbre che non se ne andava (e aver provato con due antibiotici e avendo formicolii alle dita delle mani e dei piedi), mia moglie mi ha portato in ospedale dove abbiamo scoperto che avevo preso la mononucleosi e, in seguito a questa, una seconda infezione virale che ha infiammato tutti i nervi del corpo.

Abbiamo passato due brutte settimane, con un esordio che è stato rapido e devastante. Ha incominciato con formicolio alle dita dei piedi e delle mani e, a una settimana dal ricovero, non muovevo più nulla. Avendo colpito anche i muscoli facciali ho dovuto alimentarsi con cibo frullato. Per mia “fortuna” non sono stato colpito nei muscoli respiratori, come spesso succede con questa malattia (infatti quasi tutti i casi sono costretti all’intubazione), ed ho iniziato le cure del caso.

Sono stato sottoposto a tre plasmaferesi, ma dopo la seconda il cuore è "impazzito" per cui ho tracorso anche 24 ore in Terapia Intensiva Cardiologica.  Per un po’ mi hanno dato anche una pastiglia per la pressione, ma poi è stata tolta. Dopo le plasmaferesi mi hanno somministrato per cinque giorni endovene di immunoglobuline (IgV) e devo dire che, a fine cura, ho iniziato a vedere i risultati.

Il 31 luglio 2006 ho cominciato a fare fisioterapia e ho visto riprendersi i muscoli del viso e delle braccia, seppure parzialmente. Ma dopo una settimana di “ripresa”, la parte destra del viso si è di nuovo "atrofizzata" e i medici hanno deciso di programmare altri cinque giorni di immonoglobuline.

Nel frattempo sono stato trasferito a Montecatone, in provincia di Imola (a 60 km da casa nostra) in un Centro di Riabilitazione neurologica intensiva. Dopo circa dieci giorni si sono manifestati i primi miglioramenti, infatti ho ripreso a muovere le braccia e dopo altri sette giorni ho cominciato a muovere anche le gambe.

Sono rimasto a Montecatone dal 9 agosto fino al 4 ottobre 2006: facevo due sessioni giornaliere di fisioterapia, non vi dico il male che provavo, soprattutto all’inizio, ogni volta che i terapisti cominciavano a farmi muovere gli arti...!

A casa all’inizio deambulavo con i tetrapodi e in carozzina per lunghi tratti, per poi  passare ai bastoni. Ho trascorso i mesi di novembre e dicembre tra fisioterapia in palestra (due mattine) e idrokinesi in piscina (tre pomeriggi). Ancora oggi continuo con la terapia recandomi due volte la settimana in palestra di riabilitazione; mi hanno consigliato di fare Yoga per allungare i muscoli.

Non nego che avverto ancora qualche deficit, ad esempio le dite dei piedi che non funzionano in maniera ottimale, ma mi è stato detto che sarà l’ultima parte del corpo che tornerà a funzionare.

Allo stato attuale non mi posso certo lamentare, ma l’importante è volere guarire soprattutto con la testa e tanto, tanto impegno.

Massimo, 9 febbraio 2007


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